Rinnovo CCNL pelletteria ombrelli 2019-2023

Firmato il 1 marzo 2021 da Assopellettieri e Confindustria Moda con i rappresentanti dei lavoratori di  Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil  per l’ipotesi di rinnovo  del contratto che riguarda circa 48 mila lavoratori del comparto manifattura pellettieri, succedanei della pelle ombrelli e ombrelloni.  Il contratto sarà valido dal 1 aprile 2019 fino al 31 marzo del 2023 . 

Vediamo di seguito le principali novità del contratto:

RETRIBUZIONE

 Si  prevede un aumento retributivo  (TEM)  di 78 euro per il 3° livello, cui si aggiungono 230  euro annui di elemento di garanzia retributiva per le aziende prive di contrattazione di 2 livello,  per un totla complessivo di 90 euro mensili

Gli aumenti  sui minimi saranno corrisposti in 4 tranches:

  • novembre 2021  – 20 euro 
  • aprile 2022 – 25 euro 
  • ottobre 2022 20 euro
  • marzo 2023 13 euro

WELFARE 

Contributo assistenza sanitaria integrativa Sanimoda  sale a 12,00 euro mensili, 4 euro in più, con decorrenza dal 1° aprile 2021

contributo fondo previdenziale Previmoda con decorrenza dal 1° aprile 2022 il contributo a carico dell’azienda è elevato al 2,00% (8 euro medi).Invariata la quota del lavoratore

L’elemento di garanzia retributiva, per i lavoratori le cui aziende non applicano la contrattazione di 2° livello, elevato a 230 euro annui con decorrenza dall’anno 2021 ed erogazione a febbraio 2022.

NORMATIVA

Importanti gli articoli, inseriti per la prima volta  in un CCNL, d relativi al contrasto al dumping contrattuale . Si prevede l’impegno per le imprese a commettere lavoro solo ad aziende che applicano i CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative nel territorio nazionale. Tale impegno viene inserito nel contratto di fornitura e viene richiesto di inserirlo anche nei contratti di sub fornitura lungo tutta la filiera.

Inoltre, per le aziende che non applicheranno i suddetti CCNL è stata predisposta una procedura di confluenza nel CCNL di riferimento tramite accordo aziendale nel tempo massimo di 36 mesi,  con l’allineamento economico e normativo.

Per quanto riguarda il tema delle violenze di genere le Parti si impegnano per la diffusione e l’attuazione dell’“Accordo quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro” sottoscritto il 25 gennaio 2016 da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. In particolare, le parti confermano l’impegno per il sostegno alle vittime di molestie e di violenza, nonché l’assistenza alle stesse nel processo di reinserimento sia in altre sedi della medesima azienda, se esistenti, che presso altre aziende tramite il sistema associativo di Confindustria.

Sulla formazione e sul coinvolgimento delle Rsu, la possibilità di nominare all’interno delle stesse il “Delegato alla formazione” con l’incarico di curare i rapporti con le figure aziendali. Inoltre, vengono aumentate da 32 a 40, le ore possibili da far confluire nella “Banca individuale delle ore”, che su richiesta dell’interessato potranno essere utilizzate sotto forma di riposi compensativi.

Infine, passerà da 4 a 8 mesi l’aspettativa non retribuita per la conservazione del posto di lavoro nel caso di malattie gravi e viene normata la fruizione ad ore dei congedi parentali.

Sia le organizzazioni datoriali che i sindacat hanno espresso grande soddisfazioni soprattutto per il capitolo  relativo alla normativa che regolamenta gli appalti .specialmente per  limpegno delle grandi imprese della moda committenti   sugli accordi di conlfuenza :  il presidente di Assopellettieri, Franco Gabbrielli  afferma che cosi saranno garantiti la legalità e la sostenibilità sociale dichiarando al contempo che tra le aziende di pelletteria non c’è spazio per chi gioca sporco».. Daltra parte i sindacati  considerano l'accordo raggiunto  «un esempio di buone e proficue relazioni sindacali atte a migliorare sia le condizioni di lavoro dei lavoratori che la concorrenza leale tra le aziende,  che dovrà costituire un modello da seguire per tutto il settore della Moda e soprattutto un esempio di best-practice anche per le Istituzioni in assenza di un quadro normativo che possa porre fine al fenomeno della concorrenza sleale».

L'accordo va ora alla consultazione  nelle assemblee per il voto dei lavoratori.