CPB 2026-2027, conviene aderire? I motivi da valutare e i rischi da non sottovalutare
Il Concordato preventivo biennale 2026-2027 entra in una nuova fase. Le modifiche introdotte dal D.Lgs. 148/2026 intervengono sui benefici per chi rinnova, sulle cause di decadenza ed esclusione e introducono anche un nuovo ravvedimento speciale per gli anni dal 2020 al 2023.
Il tema è stato affrontato anche durante Telefisco 2026, con un focus molto operativo sui motivi che possono rendere conveniente l’adesione e, dall’altra parte, sui possibili svantaggi da considerare prima della scelta.
La metodologia del CPB per i periodi d’imposta 2026 e 2027 è stata approvata con decreto MEF dell’11 maggio 2026, mentre il D.Lgs. 148/2026 ha successivamente introdotto ulteriori modifiche alla disciplina.
CPB 2026-2027: perché può essere conveniente aderire
Il primo elemento da considerare riguarda il rapporto tra reddito effettivo e reddito concordato.
Nel caso in cui il reddito effettivo risulti superiore a quello concordato, l’eventuale eccedenza non assume rilevanza ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP secondo il meccanismo proprio del CPB. La disciplina prevede infatti l’irrilevanza degli eventuali maggiori o minori redditi rispetto a quelli oggetto del concordato, fermo restando il rispetto degli obblighi dichiarativi e contabili.
È questo uno dei principali motivi per cui il concordato può risultare interessante per chi prevede un miglioramento dei risultati economici nel biennio.
I motivi per rivalutare l’adesione al CPB
Nelle slide di Telefisco vengono individuate alcune situazioni nelle quali il contribuente potrebbe valutare l’adesione anche dopo aver compiuto scelte diverse in passato.
Tra queste rientrano:
- un 2025 peggiore rispetto agli anni precedenti, che potrebbe portare a una proposta di reddito o valore della produzione più contenuta;
- la previsione di un reddito 2026 sensibilmente superiore rispetto agli anni precedenti;
- la presenza nel 2024 di una causa di esclusione poi venuta meno;
- il superamento nel 2025 di 100.000 euro di ricavi o compensi, dopo un periodo precedente in regime forfettario;
- l’interesse per il ravvedimento speciale sugli anni pregressi, collegato al rinnovo del CPB;
- la volontà di ridurre il rischio di inserimento nelle liste selettive per i controlli;
- l’interesse per i nuovi benefici riconosciuti dal D.Lgs. 148/2026 a chi rinnova il concordato.
Si tratta di elementi che non rendono automaticamente conveniente l’adesione, ma che possono modificare il risultato della valutazione rispetto agli anni precedenti.
Vantaggi ISA e benefici aggiuntivi per chi rinnova
Un altro punto centrale riguarda il regime premiale ISA.
L’adesione al CPB consente di accedere ai relativi benefici, mentre il decreto del 2026 rafforza ulteriormente le agevolazioni per chi rinnova l’opzione.
Tra i vantaggi evidenziati a Telefisco rientrano anche l’anticipazione di due anni dei termini di accertamento e ulteriori benefici collegati al rinnovo del concordato.
Per il biennio 2026-2027, inoltre, il termine per aderire alla proposta di concordato è stato differito al 31 ottobre 2026 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.
Ravvedimento speciale per gli anni 2020-2023
Una delle novità più rilevanti riguarda il ravvedimento speciale.
Secondo quanto illustrato a Telefisco, chi ha aderito al CPB 2024-2025 e rinnova l’opzione per il 2026-2027 può accedere, alle condizioni previste, alla regolarizzazione di uno o più periodi d’imposta compresi tra il 2020 e il 2023.
Il versamento può essere effettuato tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, in unica soluzione oppure mediante la prima rata prevista.
Il ravvedimento offre una forma di copertura rispetto agli accertamenti, pur non essendo assoluta: la presenza di determinati atti già notificati prima del versamento può infatti impedire il perfezionamento della procedura.
Dichiarazioni integrative: cambia la disciplina della decadenza
Le modifiche del D.Lgs. 148/2026 intervengono anche sulle dichiarazioni integrative.
La presentazione di una dichiarazione integrativa non determina più automaticamente la decadenza dagli effetti del concordato anche quando l’impatto sulla proposta supera il 30%.
Secondo la sintesi illustrata a Telefisco, l’intervento del contribuente, eventualmente attraverso ravvedimento operoso, comporta però l’aggiornamento della proposta CPB e degli importi concordati.
Quali sono gli svantaggi del CPB
Accanto ai benefici, le slide di Telefisco evidenziano anche alcuni elementi di attenzione.
Il più importante riguarda il caso in cui il reddito effettivo risulti inferiore a quello concordato: in linea generale, il contribuente continua infatti a essere tassato sul reddito oggetto del concordato.
Un altro elemento riguarda il 2027, più difficile da stimare rispetto al 2026. La convenienza del concordato dipende quindi anche dall’affidabilità delle previsioni economiche sul secondo anno del biennio.
C’è poi il tema IVA: il CPB è finalizzato alla definizione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo e del valore della produzione netta, mentre non determina direttamente l’IVA dovuta.
Infine, per chi ha già un punteggio ISA elevato, alcuni vantaggi del regime premiale possono essere già disponibili indipendentemente dal concordato.
CPB 2026-2027: la convenienza va calcolata
La sintesi che emerge dalle slide di Telefisco è chiara: il CPB può offrire vantaggi importanti, ma la convenienza non è automatica.
I fattori da mettere a confronto sono soprattutto il reddito concordato, il reddito che realisticamente si prevede di conseguire nel 2026 e nel 2027, il punteggio ISA, la possibilità di utilizzare il ravvedimento speciale e gli ulteriori benefici riconosciuti in caso di rinnovo.
Per molti contribuenti, quindi, la vera domanda non è semplicemente se aderire o meno, ma quanto il reddito concordato si discosta dalle prospettive effettive dell’attività nei prossimi due anni.
FAQ
Qual è la scadenza per aderire al CPB 2026-2027?
Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il termine è stato differito al 31 ottobre 2026.
Chi può utilizzare il ravvedimento speciale?
Secondo la disciplina illustrata a Telefisco, il beneficio è collegato al rinnovo del CPB 2026-2027 e riguarda, alle condizioni previste, uno o più periodi d’imposta dal 2020 al 2023.
Cosa succede se il reddito effettivo è inferiore a quello concordato?
In linea generale, il riferimento fiscale resta il reddito concordato, ed è questo uno dei principali elementi da valutare prima dell’adesione.


