Infortuni sul lavoro: doveri e responsabilità del preposto

La sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta uno dei pilastri dell’ordinamento in materia di tutela dei lavoratori,  e particolare attenzione è rivolta recentemente  ai cantieri e ai contesti in cui operano contemporaneamente più imprese. In tali situazioni, la gestione dei rischi assume una dimensione più complessa, poiché le attività delle diverse aziende possono interferire tra loro e generare ulteriori pericoli per gli operatori presenti.

Un ruolo centrale assume quindi   la figura del preposto, chiamato a vigilare sul rispetto delle misure di sicurezza affinche  eventuali condizioni di rischio vengano tempestivamente segnalate.  al datore di lavoro o al dirigente  Tali doveri sono previsti dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, che costituisce il principale riferimento normativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La Corte di cassazione è tornata  con la sentenza 7096 2026 a chiarire l’estensione di tali responsabilità, con una decisione che affronta il tema della mancata segnalazione di un pericolo all’interno di un cantiere che ha causato un grave infortunio.

Il caso: mancata segnalazione di operazione pericolosa

La vicenda trae origine da un incidente avvenuto in un cantiere navale durante lavori eseguiti su un’imbarcazione. All’interno dell’area di lavoro operavano diverse imprese impegnate in attività differenti, tra cui interventi di verniciatura e operazioni di saldatura.

Nel corso dei lavori, un lavoratore appartenente a una delle aziende presenti nel cantiere precipitava attraverso un’apertura presente su un ponteggio.L’apertura era dovuta alla mancanza di una porzione del piano di calpestio e risultava coperta da teli di nylon utilizzati durante le lavorazioni di verniciatura.

Secondo la ricostruzione accolta dai giudici di merito, la presenza di tali coperture impediva di percepire chiaramente l’esistenza dell’apertura nel ponteggio, causando quindi la caduta .

Il procedimento penale si è concentrato sulla posizione del preposto della società impegnata nei lavori di verniciatura, al quale veniva contestato di non aver segnalato adeguatamente la situazione di pericolo così  determinata

La difesa ha contestato tale ricostruzione sostenendo, tra l’altro, che la dinamica dell’incidente non fosse stata accertata con certezza e che la caduta del lavoratore potesse essere avvenuta in circostanze diverse da quelle ipotizzate. Inoltre, è stato evidenziato che il lavoratore infortunato non apparteneva alla stessa impresa del preposto imputato, il quale  per questo avrebbe avuto, secondo la difesa, obblighi limitati ai dipendenti della propria azienda.

Sulla base di tali argomentazioni è stato proposto ricorso in Cassazione.

La decisione della Suprema Corte: preposto responsabile

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 7096 del 23 febbraio 2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso confermando la responsabilità del preposto per la mancata segnalazione della situazione di rischio presente nel cantiere. 

Nel motivare la decisione, i giudici hanno evidenziato come nel Documento Unico di Valutazione dei rischi relativo al cantiere fosse stata espressamente prevista la necessità di adottare misure per evitare la caduta di persone attraverso aperture presenti nei ponteggi. Inoltre, tra le prescrizioni risultava anche il divieto di coprire tali aperture con materiali che potessero impedirne la visibilità. 

Secondo la Corte, il preposto, pur non essendo responsabile della verifica strutturale del ponteggio, aveva comunque l’obbligo di segnalare la presenza della situazione pericolosa e di informare gli altri soggetti coinvolti. In particolare, avrebbe dovuto evidenziare la mancanza del piano di calpestio e predisporre adeguate segnalazioni per rendere evidente il rischio ai lavoratori presenti nell’area. 

La Suprema Corte ha inoltre ribadito un principio consolidato in materia di sicurezza sul lavoro: gli obblighi di prevenzione non si limitano ai soli dipendenti dell’impresa del preposto, ma si estendono a tutti i lavoratori che operano nell’ambiente di lavoro e che possono essere esposti ai rischi .

In presenza di più imprese impegnate nello stesso luogo di lavoro, infatti, le posizioni di garanzia dei soggetti responsabili della sicurezza assumono una dimensione più ampia e riguardano anche i rischi derivanti dall’interferenza tra le diverse lavorazioni. Per questo motivo, il dovere di informazione e segnalazione delle condizioni di pericolo deve essere esercitato nell’interesse di tutti coloro che, per ragioni lavorative, accedono all’area interessata dalle attività.

La Cassazione ha quindi ritenuto corretta la ricostruzione operata dai giudici di merito,  ed ha anche precisato  che l’omissione dell’obbligo di segnalazione rappresenta di per sé una violazione delle norme di prevenzione, indipendentemente dall’esatta dinamica dell’incidente verificatosi.